Chirurgia bariatrica: rischi, realtà e crisi dell’obesità

Chirurgia bariatrica: rischi, realtà e crisi dell’obesità

Il trattamento dell’obesità, dalle diete agli interventi chirurgici, ha una lunga storia di sfruttamento e soluzioni inefficaci. Nonostante ciò, la chirurgia bariatrica è diventata sempre più comune, con centinaia di migliaia di procedure eseguite ogni anno solo negli Stati Uniti. Mentre i tassi di mortalità moderni sono considerati “molto bassi” – circa 1 su 300-500 pazienti – il passato del settore è pieno di fallimenti catastrofici e lacune normative tuttora esistenti.

Il contesto storico della chirurgia bariatrica

Le prime procedure bariatriche, come il bypass intestinale (rimozione di 19 piedi di intestino), furono abbandonate dopo aver causato “esiti disastrosi”, inclusa l’insufficienza epatica fatale dovuta alla carenza di proteine. Questo capitolo oscuro evidenzia i rischi intrinseci degli interventi chirurgici radicali per la perdita di peso. L’industria si è evoluta, ma il principio di base rimane: alterare la fisiologia del corpo per imporre restrizioni dietetiche.

Procedure attuali ed efficacia

Oggi, gli interventi chirurgici più comuni includono la gastrectomia a manica (rimozione della maggior parte dello stomaco) e il bypass gastrico Roux-en-Y (cucitura dello stomaco e reindirizzamento dell’intestino tenue). Quest’ultima è più efficace per la perdita di peso (63% del peso in eccesso perso contro il 53% con la gastrectomia a manica) ma comporta maggiori rischi di complicanze. Molti pazienti si rivolgono all’intervento chirurgico credendo che “le diete non funzionino”, trattandolo effettivamente come una soluzione dietetica forzata.

Preoccupazioni normative e mancanza di supervisione

Un aspetto preoccupante è che le nuove procedure chirurgiche sono in gran parte esenti dalla rigorosa approvazione della FDA. Ciò significa che le innovazioni possono essere implementate senza test approfonditi prima della commercializzazione, sollevando interrogativi sulla sicurezza dei pazienti e sulla responsabilità del settore. La mancanza di supervisione contribuisce a un modello di rischio in cui l’onere della prova ricade sul paziente, non sul fornitore.

La crisi dell’obesità più ampia

L’aumento della chirurgia bariatrica sottolinea un fallimento sistemico nell’affrontare efficacemente l’obesità. Nonostante sia stata etichettata come una “crisi nazionale” paragonabile al terrorismo da un chirurgo generale, la risposta rimane tiepida, facendo affidamento su “iniziative volontarie” dell’industria alimentare e “approcci di piccoli cambiamenti” (come sostituire la senape con la maionese). Questa inazione suggerisce o una mancanza di volontà politica o l’accettazione del problema come intrattabile.

La difficoltà del successo a lungo termine

Come smettere di fumare, curare l’obesità richiede uno sforzo prolungato, che spesso comporta molteplici tentativi. I pazienti possono riacquistare gran parte del peso perso, evidenziando che la chirurgia non è una bacchetta magica. La chiave del successo sta nell’impegno, non nella forza di volontà, poiché il processo è semplicemente “qualcosa che deve essere fatto”, simile alle attività quotidiane essenziali.

In conclusione, la chirurgia bariatrica rappresenta una misura drastica all’interno di un sistema imperfetto. Sebbene i rischi siano diminuiti, la storia di fallimenti, lacune normative e inerzia della società suggeriscono che è urgentemente necessario un approccio più olistico all’obesità. L’attuale dipendenza dagli interventi chirurgici riflette sia la disperazione dei pazienti che le carenze delle strategie di sanità pubblica.

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