Il microbioma sociale: come la convivenza influisce sulla salute dell’intestino

3

Mentre spesso pensiamo al nostro microbioma intestinale come a un’impronta biologica personale modellata dalla dieta e dallo stile di vita, una nuova ricerca suggerisce che i nostri circoli sociali – e persino i nostri coinquilini – potrebbero influenzare i nostri ecosistemi interni.

Studi recenti condotti su uccelli e roditori indicano che la stretta vicinanza fisica e gli ambienti di vita condivisi consentono ai microbi di spostarsi tra gli individui, creando un profilo biologico condiviso tra coloro che vivono insieme.

Prossimità sociale e trasferimento di microbi

Uno studio condotto dall’Università dell’East Anglia si è concentrato sui warblers delle Seychelles, piccoli uccelli canori che abitano un’isola nell’Oceano Indiano. Analizzando gli uccelli con legami sociali consolidati, come coppie riproduttrici e vicini, i ricercatori hanno cercato di determinare se la vicinanza sociale fosse correlata alla somiglianza batterica.

I risultati hanno rivelato uno schema distinto: gli uccelli che trascorrevano molto tempo insieme possedevano batteri intestinali più simili. Nello specifico, i ricercatori hanno notato un’elevata sovrapposizione nei microbi anaerobici, batteri che non possono sopravvivere all’esposizione all’aria aperta.

“Questi microbi anaerobici non possono sopravvivere all’aria aperta, quindi non vanno alla deriva nell’ambiente. Si muovono invece tra gli individui attraverso interazioni intime e nidi condivisi.” — Chuen Zhang Lee, Ph.D.

Ciò suggerisce che il trasferimento di alcuni batteri non riguarda solo l’ambiente in sé, ma la frequenza e l’intimità del contatto tra individui che condividono uno spazio.

Genetica e microbioma “condiviso”.

Uno studio separato pubblicato su Nature Communications ha portato l’indagine un ulteriore passo avanti esaminando il ruolo della genetica. I ricercatori dell’UC San Diego e del Center for Genomic Regulator hanno studiato oltre 4.000 ratti geneticamente diversi in varie strutture statunitensi.

Assicurandosi che tutti i ratti ricevessero la stessa dieta, il team ha isolato la genetica come variabile primaria. Hanno scoperto che il microbioma di un individuo non è solo un prodotto del suo stesso DNA, ma è anche influenzato dalla struttura genetica dei suoi compagni di gabbia.

Il meccanismo funziona attraverso una reazione a catena:
1. I caratteri genetici determinano la produzione di sostanze specifiche (come zuccheri o muco protettivo) nell’intestino.
2. Queste sostanze agiscono come carburante per batteri specifici.
3. Quando gli animali vivono in spazi ristretti, questi batteri si diffondono da un individuo all’altro.

I ricercatori hanno identificato tre principali connessioni genetico-batteriche:
Il gene St6galnac1 : Produce molecole di zucchero nel muco intestinale che alimentano il batterio Paraprevotella.
Geni che costruiscono il muco: Crea lo strato protettivo necessario affinché i batteri Firmicutes possano prosperare.
Il gene Pip : Produce un peptide antibatterico legato alla famiglia batterica delle Muribaculaceae (un gruppo presente anche nell’uomo).

Quando i ricercatori hanno tenuto conto di questa condivisione sociale, hanno scoperto che l’influenza genetica sul microbioma era da quattro a otto volte più forte di quanto stimato in precedenza.

Dai laboratori sugli animali alle case umane

È importante notare che questi risultati sono attualmente basati su modelli animali. Le vite umane sono molto più complesse; a differenza dei ratti coinvolti in questi studi, gli esseri umani non seguono diete identiche, né vivono in ambienti controllati e geneticamente gestiti. Scegliamo i nostri compagni e le nostre abitudini di vita variano notevolmente.

Tuttavia, questi studi forniscono un pezzo fondamentale del puzzle riguardante la salute umana. Suggeriscono che mentre dieta, sonno e stress rimangono i principali artefici della nostra salute intestinale, i nostri ambienti sociali e domestici possono agire come un’influenza subdola e secondaria.

Riepilogo

Vivere in spazi ristretti facilita il trasferimento di batteri specifici attraverso il contatto intimo e gli ambienti condivisi. Sebbene le abitudini di vita rimangano i fattori più significativi per la salute dell’intestino, le nostre connessioni sociali potrebbero svolgere un ruolo inaspettato nel modellare il nostro panorama microbico interno.

попередня статтяPrendere il controllo: 5 abitudini quotidiane per supportare la gestione della malattia di Crohn